Forum Mondiale delle Alternative
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lL FORUM MONDIALE DELLE ALTERNATIVE
FINI E OBIETTIVI
1. Preambolo
Si rende necessario creare un Forum che riunisca individui, leader di
movimenti sociali, intellettuali, le reti e i forum che lavorano a
definire delle alternative che si oppongano al neoliberismo che domina
nel mondo. Infatti è in gioco la sorte dell’umanità. Il sistema
economico attuale, mentre pretende di essere efficace e produttivo di
fronte ai bisogni fondamentali dei popoli, di fatto esclude e
discrimina. E intanto le imprese transnazionali monopolizzano in modo
totalmente antidemocratico le leve del potere permettendo così a delle
minoranze di monopolizzare la ricchezza e di manipolare le strutture
politiche nazionali e internazionali. Il risultato è un sistema
economico che crea situazioni sociali drammatiche, indebolisce le
istituzioni pubbliche, conduce al deterioramento delle solidarietà
sociali, alla distruzione dell’ambiente e all’indebolimento dei valori
culturali ed etici.
Per fronteggiare questa evoluzione, in ogni parte del mondo si
sviluppano resistenze da cui emergono nuove prospettive per l’avvenire
del pianeta e che ridanno speranza a tutti gli uomini e le donne che
aspirano a un nuovo modo di agire e di pensare. E’ intorno a queste
idee che ci siamo riuniti per creare il forum mondiale delle
alternative e sottoscrivere il suo Manifesto.
2. Scopi
- Contribuire, attraverso la creazione e la diffusione di
nuove prospettive alternative, al rafforzamento delle innumerevoli
lotte economiche, sociali, politiche e culturali, soprattutto quelle
dei popoli oppressi, dei lavoratori e delle lavoratrici, del mondo
contadino, delle donne, dei giovani, delle comunità che vedono oppressi
i loro diritti sociali e la loro identità, dei movimenti ecologisti.
- Promuovere
la ricerca teorica e politica di percorsi di sviluppo alternativi al
neoliberismo e alla globalizzazzione, percorsi fondati su valori
popolari e democratici, rispettosi delle differenze nazionali,
culturali e religiose. Più specificamente il Forum identificherà vari
livelli di ricerca, per quanto riguarda le questioni macroeconomiche, i
movimenti sociali, lo sviluppo locale ecc., per contribuire alle forme
di opposizione e resistenza.
- Contribuire allo sviluppo di
nuovi modi di pensare volti ad analizzare la situazione attuale, ma
soprattutto a definire gli obiettivi e i mezzi di una società più
democratica e più giusta.
3. Obiettivi
- Analizzare le conseguenze sociali, economiche, politiche
e culturali del neoliberismo e del capitalismo, in particolar modo del
capitale finanziario e delle imprese multinazionali.
- Far
pressione sul sistema economico attuale, costringendolo ad adattarsi ai
bisogni dei popoli e al rispetto dell’ambiente; delegittimare la logica
attuale della globalizzazione e identificare alternative percorribili.
- Promuovere nuovi approcci per risolvere la tensione dialettica tra iniziativa personale e obiettivi collettivi.
- Promuovere
l’espansione di attività sociali che si esprimano al di fuori del
mercato e rispondano alle esigenze della solidarietà sociale.
- Promuovere
la democrazia non solo come scopo finale dell’organizzazione sociale,
politica ed economica, ma anche come mezzo di azione collettiva, capace
di integrare movimenti sociali, partiti, istituzioni nazionali e
internazionali.
- Promuovere tutte le culture considerando
il fatto che le diversità culturali e religiose, le opinioni e i punti
di vista diversi, fanno parte del patrimonio dell’umanità,
costituiscono potenziali contributi per il miglioramento della vita dei
singoli e si oppongono alle tendenze riduzioniste, che utilizzano il
più stretto nazionalismo, l’etnicismo e il fondamentalismo religioso.
- Promuovere la realizzazione di poteri democratici di regolazione dell’economia attraverso lo Stato.
- Promuovere
raggruppamenti regionali fondati sulla complementarità e la
soddisfazione dei bisogni della popolazione, nel quadro di scambi
internazionali più giusti, come mezzo per far fronte alla
globalizzazione in atto.
- Riorientare le organizzazioni
internazionali esistenti affinché siano più democratiche, più
rispettose dei bisogni popolari; far in modo che esse giochino un ruolo
più importante nella regolazione delle relazioni internazionali sul
piano economico, sociale e politico (specialmente a proposito del
capitale finanziario, della fiscalità internazionale, delle migrazioni,
degli armamenti ecc.).
4. Mezzi
- La creazione di un Forum Internazionale che riunisca
individui, movimenti e reti strutturate, tutti d’accordo nel
sottoscrivere il Manifesto.
- L’organizzazione di gruppi di lavoro, di attività e di incontro.
- La diffusione di analisi e informazioni sulle diverse iniziative.
- L’azione congiunta per difendere e sostenere determinate cause e movimenti.
- Il lavoro del Forum, e il suo stesso Manifesto, saranno rivisti e valutati ogni cinque anni e ridiscussi dai membri.
5. Adesioni
- Membri ordinari: tutti gli individui che sottoscrivono il manifesto e si impegnano concretamente nelle azioni del Forum.
- Membri associati: le personalità, i movimenti, le associazioni che fanno proprio il Manifesto.
- Collaboratori: gli individui e le associazioni che accettano di cooperare con il Forum in specifiche attività.
MANIFESTO
E’ tempo di rovesciare il corso della storia
E’ in gioco la sorte dell’umanità. I progressi scientifici e quelli
tecnici, fiore all’occhiello del sapere, anziché contribuire al
benessere di tutti sono al servizio di una minoranza. Il loro uso
schiaccia, emargina ed esclude innumerevoli esseri umani nell’intero
pianeta e deteriora l’ambiente. L’accesso alle risorse naturali, in
particolar modo quelle del Sud del mondo, rimane sotto il controllo dei
centri e costituisce l’oggetto di pressioni politiche e di minacce di
guerra.
E’ tempo di rovesciare il corso della storia.
E’ tempo di mettere l’economia al servizio dei popoli
Oggi l’economia non fornisce beni e servizi se non a una minoranza.
Nella sua forma contemporanea essa costringe la maggioranza
dell’umanità alla ricerca della pura sopravvivenza e arriva anche a
rifiutare il diritto alla vita a centinaia di milioni di persone.
Frutto del capitalismo neoliberista, la sua logica costruisce e
accentua le diseguaglianze. A forza di credere nella virtù
autoregolatrice del mercato, rinforza il potere economico dei ricchi
aumentando il numero dei poveri.
E’ tempo di mettere l’economia al servizio dei popoli.
E’ tempo di abbattere il muro tra Nord e Sud
I monopoli del sapere, della ricerca scientifica, della produzione di
punta, del credito, dell’informazione, garantiti da istanze
internazionali, creano una polarizzazione che ogni giorno cresce nel
mondo e all’interno di ogni paese. Chiusi in logiche di sviluppo
culturalmente distruttrici, fisicamente insostenibili ed economicamente
dipendenti, molti popoli non possono definire le tappe della loro
evoluzione, né costruire le basi della loro propria crescita, né
assicurare l’educazione delle loro giovani generazioni.
E’ tempo di abbattere il muro tra Nord e Sud.
E’ tempo di affrontare la crisi di civiltà
Gli obiettivi limitati dell’individualismo, l’universo chiuso del
consumo, l’invasione del produttivismo e per altri la ricerca
assillante della pura sopravvivenza quotidiana, occultano i grandi
obiettivi dell’umanità, quelli del diritto alla vita, della liberazione
dall’oppressione e dallo sfruttamento, delle pari opportunità, della
giustizia sociale, della pace, della spiritualità, e della fraternità.
I progressi della biotecnologia fanno rinascere i dibattiti sulla
natura e le finalità dell’esistenza umana.
E’ tempo di affrontare la crisi di civiltà.
E’ tempo di rifiutare il potere del denaro
La concentrazione del potere economico nelle mani delle imprese
transnazionali minaccia la sovranità degli Stati. Si tratta di una
minaccia per la democrazia, in ogni nazione e su scala universale. La
predominanza del capitale finanziario non solo mette in pericolo
l’equilibrio monetario mondiale, ma contribuisce a trasformare numerosi
Stati in vere e proprie mafie, incoraggiando le fonti occulte
dell’accumulazione capitalistica: narcotraffico, commercio di armi,
giro di prostituzione.
E’ tempo di rifiutare il potere del denaro.
E’ tempo di trasformare il cinismo in rispetto
Le borse si impennano quando i lavoratori vengono licenziati. La
competitività si costruisce sull’eliminazione dei consumatori. La curva
di eccellenza degli indici macroeconomici corrisponde all’accrescimento
del numero dei poveri. Gli aiuti approfondiscono il solco tra le classi
e contemporaneamente moltiplicano i conflitti sociali. Le campagne
internazionali di solidarietà si riversano su quelli che sono stati
ridotti alla disperazione.
E’ tempo di trasformare il cinismo in rispetto.
E’ tempo di ricostruire e democratizzare lo stato
Lo smantellamento dello stato, il restringimento delle sue funzioni e
le privatizzazioni a oltranza trovano sbocco nella riduzione del
servizio pubblico, nell’indebolimento dei settori educativi e della
sanità e infine nel fatto che essi siano messi sotto tutela da parte
degli interessi economici privati. La mondializzazione neoliberista
tende ad allontanare lo Stato dalle popolazioni e incoraggia la
corruzione. Ne fa uno strumento repressivo al servizio dei suoi
obiettivi.
E’ tempo di ricostruire e democratizzare lo stato.
E’ tempo di ricreare i cittadini
Milioni di persone, dal momento che sono immigrati, non hanno il
diritto di voto, altri milioni non votano per risentimento,
scoraggiamento, la crisi dei partiti, un sentimento di inutilità o di
esclusione dalla vita politica. Molteplici influenze e interventi
falsano spesso il senso delle elezioni. Ma la democrazia è qualche cosa
di più delle elezioni. E’ partecipazione a tutti i livelli della vita
economica, politica e culturale.
E’ tempo di ricreare i cittadini.
E’ tempo di porre nuovi valori collettivi
La modernità veicolata dal capitalismo e ideologizzata dal neoliberismo
ha distrutto o sconvolto le culture esistenti. Ha fatto esplodere le
solidarietà e divorato le convinzioni per mettere al loro posto
l’esaltazione dell’individuo “prestazionale” misurato alla luce del suo
successo economico. Invece di essere un fattore di emancipazione per i
popoli nel loro insieme, questa modernità sfocia in una crisi
dell’educazione, nella violenza sociale e nell’esplosione di movimenti
identitari sterili, nazionalisti, etnici e religiosi.
E’ tempo di porre nuovi valori collettivi.
E’ tempo di mondializzare le lotte sociali
L’internazionalizzazione dell’economia potrebbe significare un passo
avanti considerevole per gli scambi materiali, sociali e culturali tra
gli esseri umani. Oggi, nella sua forma neoliberista, essa costituisce
un incubo che perseguita le vittime della disoccupazione, i giovani che
si interrogano sul proprio futuro, i popoli lasciati al margine del
sistema produttivo, le nazioni sottomesse agli aggiustamenti
strutturali, alla deregolamentazione del lavoro, all’erosione dei
sistemi di sicurezza sociale e all’eliminazione degli ammortizzatori
che proteggevano i più deboli.
E’ tempo di mondializzare le lotte sociali.
E’ tempo di risvegliare la speranza dei popoli
Dovunque nel mondo si organizza la resistenza, si conducono lotte
sociali e si prendono iniziative alternative. Dovunque donne, uomini,
bambini, disoccupati, esclusi, oppressi, operai, contadini senza terra,
comunità vittime del razzismo, poveri delle città, popoli indigeni,
intellettuali, emigranti, piccoli commercianti, fuori casta, classi
medie in declino, semplici cittadini affermano la propria dignità,
esigono i propri diritti umani, chiedono rispetto per il patrimonio
naturale e praticano la solidarietà. Alcuni hanno dato la loro vita per
queste cause, altri vivono l’eroismo della quotidianità. Alcuni
ricostruiscono un sapere legato alle situazioni concrete, altri
sperimentano le forme di un’economia rinnovata; alcuni gettano le basi
di una politica diversa, altri creano una nuova cultura.
E’ tempo di risvegliare la speranza dei popoli.
E’ giunto il tempo delle convergenze
Convergenza delle lotte, convergenza dei saperi, convergenza delle
resistenze, convergenza delle iniziative, convergenza degli spiriti,
convergenza dei cuori, verso un mondo di giustizia e di uguaglianza, di
invenzione e di progresso materiale, di ottimismo e di pienezza
spirituale. Questo mondo noi possiamo costruirlo trovando alternative
percorribili al neoliberismo e alla mondializzazione unilaterale,
alternative fondate sugli interessi dei popoli e sul rispetto delle
differenze nazionali, culturali e religiose.
E’ giunto il tempo delle convergenze.
Il tempo di un pensiero creativo e universale si apre innanzi a noi
L’analisi delle conseguenze economiche, sociali, ecologiche, politiche
e culturali della organizzazione economica attuale permetterà di
delegittimarla. La ricerca dell’equilibrio tra l’iniziativa personale e
il perseguimento di obiettivi collettivi aprirà la strada a formule
nuove. Lo studio dell’espansione dei settori non mercantili, quello di
tecniche di produzione che rispettino il benessere di coloro che le
usano, quello dell’organizzazione e della natura del lavoro sono
altrettanti fattori che contribuiranno a creare un’organizzazione
collettiva più umana.
Il tempo di un pensiero creativo e universale si apre innanzi a noi.
Il tempo dell’azione è già avviato
La democrazia non è più solamente un fine dell’organizzazione sociale,
ma è anche la chiave del funzionamento dei movimenti sociali, dei
partiti politici, delle imprese, delle istituzioni, delle nazioni e
degli organismi internazionali. Essa viene progressivamente
sperimentata come un contributo essenziali per il rispetto degli
interessi popolari e la salvaguardia della sicurezza nazionale e
internazionale. L’apertura di spazi a tutte le culture, dal momento che
esse costituiscono il patrimonio dell’umanità, permette di superare
progressivamente i ripiegamenti volti alla ricerca di un’identità
riduttiva. L’esistenza di Stati democratici, competenti e trasparenti è
da considerare come base del ristabilimento del loro potere di
regolazione. Raggruppamenti economici e politici regionali basati sulla
complementarità interna sono da percepire come le migliori risposte ai
bisogni reali delle popolazioni e una solida alternativa alla
mondializzazione neoliberista. Rafforzare e democratizzare le
istituzioni internazionali, regionali e mondiali è un obiettivo
realizzabile, condizione del progresso del diritto internazionale e
dell’indispensabile regolazione delle relazioni economiche, sociali e
politiche a livello mondiale, soprattutto in campi come il capitale
finanziario, la fiscalità, le migrazioni, il disarmo.
Il tempo dell’azione è già avviato.
Ecco perché i firmatari di questa dichiarazione sostengono la creazione
del Forum mondiale delle Alternative. Si rivela oggi indispensabile
creare una rete di persone impegnate, di organizzazioni popolari, di
movimenti sociali, di centri di studio. E’ giunto il momento di
costituire un “forum dei forum” che esistono nel mondo. Riflettere e
lavorare insieme, sostenere le lotte sociali portatrici di speranza per
il futuro, incoraggiare alternative percorribili alla mondializzazione
neoliberista, diffondere i risultati dei lavori e delle esperienze,
tutte queste azioni sono diventate degli imperativi.
Crediamo che sia possibile costruire una democrazia universale,
rispettosa della dignità e dell’identità di tutti gli esseri umani.
Invitiamo tutti coloro che possono farlo a firmare questa
dichiarazione, ad aderire al Forum e a far partecipare ad esso i
movimenti e le istituzioni che condividono questi ideali e di cui essi
fanno parte.
E’ tempo di rovesciare il corso della storia
Info:
ASSOCIAZIONE CULTURALE PUNTO ROSSO pr@puntorosso.it
FORUM MONDIALE DELLE ALTERNATIVE fma@puntorosso.it
LIBERA UNIVERSITA' POPOLARE lup@puntorosso.it
EDIZIONI PUNTO ROSSO edizioni@puntorosso.it
VIA GUGLIELMO PEPE 14 - 20159 MILANO - ITALIA
(MM2 LINEA VERDE – PASSANTE - FERR. GARIBALDI – uscita Via Pepe)
(altra sede VIA MORIGI 8 - 20123 MILANO)
telefoni e fax (+39) 02-87234046 02-87086839
SAMIR AMIN (presidente), FRANÇOIS HOUTART (segretario), GIORGIO RIOLO (Fma Italia), JOSE’ LUIZ DEL ROIO (Fma Italia)