
Da cittadini a sudditi: è questo il processo di regressione politica oggi in corso nelle ‘democrazie del benessere’ occidentali. La qualifica di cittadino si oppone a quella di straniero, sempre meno a quella di suddito. La cittadinanza torna ad essere un dato formale, con una connessione sempre più incerta con i diritti dei cittadini, con la loro dignità e autonomia, con il loro sentimento di solidarietà e di appartenenza a una comunità politica. Dalla società dell’industria e del lavoro siamo passati alla società postindustriale dominata dalla rivoluzione tecnologico-informatica e dallo strapotere delle forze economiche, che sfruttano le dimensioni globali dei mercati proiettando le disuguaglianze sociali su scala planetaria. Che cosa è possibile fare? Quali strategie, in particolare la sinistra europea, può adottare sul terreno della difesa delle conquiste fondamentali della cittadinanza democratica?