
La questione della fame si impone oggi, come prioritaria questione etico-politica: il mondo ha fame, le risorse diminuiscono sempre di più e le disuguaglianze reali continuano ad aumentare nelle aree depresse del pianeta, provocando conseguenze devastanti per l'umanità presente e futura. Quello del cibo è inoltre un classico tema socio-antropologico, che appare "duro" e refrattario ai tentativi di chiarificazione filosofica. Eppure la filosofia, da Platone a Spinoza, da Feuerbach a Nietzsche, da Sartre a Derrida, ha spesso fatto i conti col nutrimento, inteso sia come bisogno primario del corpo, sia come metafora di ciò che sazia la mente dell'uomo. In questo senso, il tema fame-sazietà si rivela essere una ineludibile giuntura tra dimensione materiale e dimensione simbolica: un ponte gettato tra l'economia politica e la psicologia del profondo, tra la letteratura e la socio-linguistica, tra l'etica e l'antropologia.
Contrariamente al senso comune, fame-sazietà è un'endiadi di rilevante spessore concettuale, che investe non solo il legame tra anima e corpo, spirito e carne, ma anche quello tra l'uomo e il mondo. È quindi intorno a questi nessi che si sviluppa la riflessione del terzo annuario di Kainos, ripubblicando in cartaceo una parte dei materiali del numero 7 della rivista online (www.kainos.it).