
Con contributi di: Borrelli, Finelli, Jervolino, Luperini, Marelli, Recalcati, Romitelli e Sanguineti
Interventi del ciclo seminariale omonimo
(Parma, 26 ottobre - 18 dicembre 2006)
Sono note tutte le ripetute enunciazioni che continuano a circolare sulla morte del Soggetto (storico, artistico, di classe, ecc.), morte che spesso si accompagna a quella dell'Oggetto e dell'oggettività. Sfortunatamente, si diceva nel testo di presentazione, il risultato di queste morti congiunte sembra essere il continuo risorgere d'una specie di oggettivismo tanto inesorabile quanto deleterio nella sua ideologia e nei suoi effetti concreti, insieme al proliferare dei “soggetti” più disparati: siamo evidentemente saturi dei “soggetti” politici, economici, sociali, etici, individuali, mediatici, religiosi, ecc. Abbiamo, insomma, un soggetto per ogni particolare contingente, allo stesso modo per cui abbiamo un evento ad ogni sfilata di moda.
Il libro cerca di far intravedere un altro percorso: ripensare quei (cattivi) soggetti che nel secolo trascorso hanno legato indissolubilmente arte, avanguardia e rivolta; ripensare le diverse figure del soggettivo tra il Novecento e il presente nella letteratura, nella filosofia, nella psicoanalisi; riflettere infine su questo stesso concetto in relazione alle categorie di moderno e postmoderno, o esaminare il significato nel mondo globalizzato e nelle attuali democrazie. Allo scopo d'individuare se davvero c'è stato “del soggetto”, se ce ne può essere ancora, se si può divenire soggetti e attraverso quali discontinuità