Nel 1958, sei anni prima della sua morte, Karl Polanyi scriveva ad un’amica di gioventù: “La mia vita è stata quella del mondo – ho vissuto la vita del mondo umano. […] La contraddizione, che infine il mio pensiero ha fatto emergere, è un buon segno. Mi sarebbe piaciuto continuare a combattere, ma l’uomo è mortale” (Duczynska-Polanyi 2006, p. 313).